L’arte a san domenico
L’arte a san domenico
E’ situato nel centro storico della città, nell’antico quartiere di S. Spirito e, come l’attigua chiesa, si presenta come un immobile di notevoli dimensioni, oggi di pertinenza del Demanio dello Stato. Da fonti bibliografiche e documentarie, la prima notizia storica relativa alla edificazione del convento risale al 1287, data dell’insediamento Teramo dei Predicatori Domenicani che hanno avuto nella storia della città un ruolo dominante e prestigioso per la predicazione evangelica e la formazione culturale, attraverso anche la recentissima istituzione della Cattedra Cateriniana per gli studi e le ricerche storico-sociali. E’ presumibile che nel 1332 l’edificio fosse già costruito; nel 1353 risulta ultimata la chiesa e nel 1407 è ultimato anche il chiostro. L’Ordine Domenicano a teramo era tenuto in gran conto, sia dal punto di vista sociale che devozionale e ne sono prova i numerosi atti quali legati, donazioni e testamenti a favore del convento, della chiesa e della confraternita del SS. Rosario e quindi le consistenti proprietà, immobiliari, fondiarie e finanziarie del monastero. La vicenda architettonica del convento reca numerose tracce della sua storia e delle molteplici destinazioni, a cominciare dal 1798, quando il comune di Teramo, in vista della guerra con la Repubblica francese, allestì dei quartieri militari presso alcuni conventi cittadini, fra cui quello dei padri domenicani ove buona parte dei locali furono utilizzati per la sistemazione della truppa. A seguito del decreto 7 agosto 1809, in epoca napoleonica, la struttura monastica fu soppressa e tutti i suoi beni mobili ed immobili furono incamerati dal Demanio. Il convento venne assegnato per intero alla Gendarmeria, mentre la chiesa conservò la destinazione al culto sotto la tutela della confraternita del SS. Rosario. Dopo l’Unità d’Italia anche la chiesa venne requisita per esigenze militari. Nel corso del tempo, mentre la chiesa diventava da caserma militare a posteggio per i cavalli a palestra di ginnastica ed anche sala cinematografica, nel 1939, per intervento del Vescovo Antonio Micozzi, si recuperarono alcuni locali dell’antico convento ad uso dei padri domenicani tornati a Teramo. Lo stato di degrado e di incuria nel quale versava l’edificio comportò un radicale intervento di restauro, patrocinato e diretto personalmente da Francesco Savini, concluso il 16 maggio 1931 e nel 1935, durante lo svolgimento dell’XI Congresso Eucaristico Nazionale, la chiesa ed i locali del Convento furono sede delle riunioni plenarie. Della costruzione trecentesca rimane parte del chiostro costituito da un peristilio di larghi pilastri ed archi a sesto acuto; un portale ad ogiva immette nella Sala Capitolare, con le lunette affrescate da Majewski intorno al 1627, con le storie di San Domenico e con altri lacerti di affreschi del XVII secolo. In tempi recenti tra il 1996 ed il 1997 l’edificio sotto il titolo di “Caserma di S. Domenico” è stato definitivamente rilasciato dal Ministero della Difesa e dal 1998, restituito al suo originario valore architettonico, ospita la sede dell’Archivio di Stato Provinciale con gli ambienti per il servizio al pubblico, i settori amministrativi e tecnico-archivistici de i locali di deposito per 1800 metri lineari di materiale documentario.
il convento